La respirazione

Dott. Alessandro Romagnoli

19 Aprile 2020
Possiamo considerare la respirazione come un commando remoto della nostra intera psicofisiologia.

La respirazione

  • Marco Sberla
  • 19 Aprile 2020

Non è un caso se l’etimologia della parola respirazione fonda le sue radici nella parola latina “spiritum” richiamando tutto un insieme di significati. Da una parte, questi ultimi possono essere di natura religiosa ma dall’altra possiamo dedurre che: attraverso la respirazione possiamo influenzare lo “spirito”, inteso come la mente, il nostro essere, la richiamare la nostra attenzione, la nostra psicofisiologia e quant’altro.

Di fatti uno dei sintomi che costituiscono l’attacco di panico è la sensazione di dispnea e soffocamento. L’agitazione aumenta, le pupille si dilatano, la respirazione (spesso di petto) e i battiti cardiaci si fanno sempre più veloci. Un intensa paura ci assilla insieme a dei scenari mentali catastrofici oltre all’impressione d’impazzire e/o paura di perdere il controllo che si fanno sempre più forte… 

Immaginiamoci in un contesto di gara. Mi chiamo Bob e sono (…giustamente!) agitato. Sto per gareggiare. Sento il cuore che batte, ho del sudore freddo, ho un nodo allo stomaco e sono tormentato da dubbi riguardanti la mia preparazione. Forse il mio avversario è molto forte fisicamente o tecnicamente? Spero di fare nessuna figuraccia… Spero che il peso sia giusto, ecc.

In tal caso, il nostro sistema nervoso autonomo, che controlla le funzioni involontarie dell’organismo (battito cardiaco, temperatura corporea, ecc.), attiva una delle sue due principali componenti: il sistema nervoso simpatico (o sistema orto-simpatico). Esso viene inteso come sistema “attacco e fuga” che possiamo considerare come l’acceleratore del nostro organismo. Davanti ad una situazione pericolosa o importante (nel nostro caso la lotta), esso si attiva per poter fornire le risorse metaboliche necessarie al nostro organismo in un minor tempo possibile così da poter reagire al meglio davanti all’evento minaccioso. Ricordiamoci che esso si attiva ugualmente davanti ad un evento caotico che noi abbiamo in testa e che immaginiamo (come ai dubbi e insicurezze che possono tormentarci prima di un gara)! Nei casi peggiori e tra varie cose che entrano in gioco nella vita di una persona, se il sistema simpatico è troppo attivo allora può scatenarsi un attacco di panico conclamato. 

All’interno del sistema nervoso autonomo, il sistema simpatico si contrappone al sistema parasimpatico chiamato anche “riposo e digestione”. Esso va inteso anche come il freno del nostro organismo dato che rallenta ad esempio la respirazione, il battito cardiaco e mette in moto la digestione. 

Tornando alla nostra gara, il maestro di nota l’eccessiva agitazione del suo allievo. A questo punto egli li suggerisce di fare delle lunghe e profonde espirazioni focalizzandosi sulle sensazioni procurate dalla respirazione. Bob a suo turno nota che è leggermente meno agitato e meno suggerito da scenari catastrofici mentali. Dopo alcune raccomandazioni ricevute dal suo Maestro, Bob si ricompone e si prepara (ovviamente tenete a mente che è solo un esempio).

A questo punto possiamo porci le domande seguenti: qual è la differenza tra una respirazione funzionale e disfunzionale? E quale sarebbe il modo più adatto di respirare mentre ci alleniamo?

Prima di parlare di respirazione da adottare durante l’allenamento, dobbiamo capire come il modo di respirare al di fuori del tatami/allenamento condiziona il mio modo di respirare mentre mi alleno. Se soffro d’asma nel quotidiano allora potrei trovarmi a gestire una crisi d’asma indotta da esercizio fisico sul tatami (tosse, sibilo e difficoltà nella respirazione, affanno, senso di costrizione al torace).

Non c’è per forza bisogno di attacco di panico o una crisi d’asma per poter avere una respirazione disfunzionale. In effetti basta avere un vita piena di stress che attiva il nostro sistema simpatico costantemente. A questo punto, la respirazione supera le 15 respirazioni al minuto e diventa un riflesso motorio rapido che non incamera più aria andando oltre alle richieste metaboliche del nostro organismo. Perlopiù immaginiamoci una persona in sovrappeso che fa impiega tanta energia per spostarsi, fumatore, che beve caffè e con una respirazione orale (ci torneremo). In somma, la respirazione diventa disfunzionale! 

Pertanto, cos’è una respirazione “funzionale”?
Una respirazione funzionale ha una cadenza respiratoria ridotta, circa meno di 15 respiri al minuto. L’inspirazione è lunga; l’espirazione è lunga ed è seguita da una pausa naturale. La respirazione è effettuata attraverso il naso.  Perché?  

Perché l’aria è filtrata dai peli presenti all’interno?
Viene riscaldata alla temperatura giusta del corpo attraverso al densissima rete di piccole vene chiamati capillari presenti nel nostro naso (non è un caso se sanguiniamo molto dopo un colpo al naso); 
E’ umidificata; 
Attiva soprattutto il diaframma,
Favorisce l’assorbimento dell’ossigeno nei tessuti e rallenta l’insorgenza di acido lattico.  
Attiva un vaso dilatatore naturale e neurotrasmettitore importantissimo, chiamato Ossido Nitrico, prodotto all’interno della nostra cavità nasale.
Quindi il naso è fatto per respirare!
Se la respirazione viene fatta dalla bocca andiamo all’incontro di tutto ciò che abbiamo detto prima: anche se la bocca è tre volte più grande, l’aria è asciutta e la maggior parte dell’ossigeno non viene assorbito all’interno dei tessuti, oltre ad essere fastidioso e dare un bel po’ di svarioni.

Quindi un consiglio per la respirazione all’allenamento? 
Sì! La respirazione deve essere fatta solo e esclusivamente dal naso sia fuori che sul tatami. In gara fate quello che vi viene spontaneo dato che il focus si sposta sul dare il meglio di sé. In uno studio fatto nello stato del Colorado (U.S.A) su un gruppo di 10 maratoneti (5 femmine, 5 maschi), è stato osservato un risparmio del consumo fisiologico dopo sei mesi. In altre parole, il corpo consumava di meno per fare la stessa prestazione con una riduzione del 22% della frequenza respiratoria (ventilazione) e una conseguente riduzione del volume massimo di ossigeno (VO2) correlata a una riduzione del battito cardiaco. 

Quindi meno respirazioni e quindi meno muscoli respiratori sollecitati!

Per chi desidera affrontare questo percorso, dovrete tenere a mente che sarà difficile dato che dovrete decondizionare la vostra abitudine respiratoria sviluppata durante tutti questi anni. Quindi si consiglia la massima attenzione! Ma se è per il vostro bene e per la vostra performance o recupero perché no? Comunque sia, l’aria è gratis!

Dott. Alessandro Romagnoli
Psicologo
Preparatore mentale per atleti professionisti nazionali e internazionali (MMA, BJJ, Scherma, Maratoneti)
Cintura Viola di BJJ (Team Juan Neves)
Primo Istruttore YogaforBJJ Italia
Pluri-certificato nelle tecniche respiratorie

Lascia un Commento

Altri
Approfondimenti

Testo del link
BJJ 11 Ottobre 2020
HEEL HOOK IL TERRIBILE Analisi di una scelta che segna l'inizio di una nuova era.

Chi si aspetta da questo articolo, il solito articolo, chiuda subito la pagina.

APPROFONDISCI
Testo del link
ROOTS 2 Ottobre 2020
Cobra Kai e la scena tagliata sul Jiu-Jitsu STRIKE FIRST - STRIKE HARD - NO MERCY

COBRA KAI è una delle serie più popolari su Netflix, ed anche qui il Jiu-Jitsu ci ha messo lo zampino.

APPROFONDISCI
Testo del link
CRONACA 1 Ottobre 2020
Lettera aperta di un lottatore: GRIGNO Il pensiero di Simone Franceschini, per il blog 2duerighe.com, in merito alla vicenda di Colleferro

I tragici eventi di Colleferro e la morte di Willy Monteiro per mano di due pseudo combattenti di Arti Marziali hanno innescato una caccia alle streghe nei confronti degli sport da combattimento e delle Arti Marziali su scala nazionale

APPROFONDISCI
Testo del link
BJJ 11 Settembre 2020
"BJJ Summer Week", a Cagliari la più grande manifestazione internazionale di Jiu Jitsu Brasiliano

Una settimana ricca di attività sportive e seminari con i big della disciplina, 180 atleti da tutto il mondo, ma anche visite guidate ed esperienze enogastronomiche nell’Isola. Chessa: "Sport e turismo binomio perfetto"

APPROFONDISCI
Testo del link
CRONACA 8 Settembre 2020
Caso Willy: pensieri su una gogna mediatica ingiusta Tatuaggi, Sport da Combattimento, Politica. Tutto dentro il calderone per una notizia che dovrebbe occuparsi di una cosa sola.

La gogna mediatica è come una roulette russa. Stavolta ha coinvolto una cosa che non c'entra niente con la violenza. Lo SPORT

APPROFONDISCI

Condividi il tuo approfondimento

Vuoi condividere anche tu un articolo per tutta la community del Jiu Jitsu italiano.
Contattaci per raccontarci anche il tuo punto di vista con un articolo da inserire tra le nostre pagine, saremo felici di farlo.

contattaci

FOR A BEST EXPERIENCE
PLEASE TURN YOUR DEVICE